L’ inzolia, assieme al catarratto, è uno dei grandi vitigni siciliani a buccia bianca.
Prima della recente scoperta dei vini rossi siciliani, la parte da leone nell’enologia siciliana era fatta dai vini bianchi ed in particolare dalBianco d’AlcamoD.O.C
L’inzolia è il più antico vitigno autoctono siciliano e si è poi diffuso anche in altre regioni italiane ed in particolare inSardegna, Lazio e Toscana meridionale, dove è denominato Ansonica. Il vitigno è molto resistente anche in climi piuttosto siccitosi ed ha una foliazione piuttosto scarsa che richiede un minor assorbimento d’acqua. Il grappolo è conico con due grappoletti ai lati e l’acino è ovoidale di un colore giallo marcato. Il suo mosto viene utilizzato per la produzione di alcuni dei più importanti vini siciliani D.O.C.:
Chi va via perde il posto all’osteria
Chi vendemmia troppo presto, svina debol e tutto agresto
Chi vuole molto mosto, zappi la vigna d’agosto; chi vuole l’uva grossa, zappi la proda e scavi la fossa
Chi vuole tutta l’uva non ha buon vino
Chi zappa la vigna d’agosto, la cantina empie di mosto
Latte e vino, veleno fino
Latte su vino è veleno, ma vino su latte è buono per tutti.
Molti pampini, poca uva.
Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.
Non si può bere e fischiare.
Ottobre, il vino è nelle doghe.
Ottobre: vino e cantina, da sera a mattina.
Quando il vino s’è fatto aceto, non serve cambiare il rudimento.
Quando la barba fa bianchino, lascia la donna e tienti al vino.
Vino al sapore , il pane all’odore.
Vino buona è la tetta ( il bastone) (il latte) dei vecchi.
Vino fa ballare i vecchi.
Vino fa buon sangue.
Vino amaro, tienilo caro.
Vino battezzato, non vale un fiato.
Vino dentro, senno fuori.
Vino e sdegno fan palese ogni disegno.
Vino vinello, tu sei rosso e bello l’estate stai in cantina al fresco e l’uomo fai parlà mezzo tedesco.
Vite in april potata, ha mai la sete al vignaiol levata.
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